MT19-ODP
Diversability

Tutt*, nessun* esclus*

La diversità di competenze al centro di Matera2019

Il programma culturale di Matera2019 non è stato solo accessibile: è stato inclusivo. Non ci si è infatti limitati a garantire la fruizione e l’accesso fisico agli eventi. è stata anche avviata una riflessione profonda su cosa voglia dire progettare eventi culturali che valorizzino le diversità di ciascuna persona, fornendole strumenti e abilitando processi di coinvolgimento e co-creazione culturale.

Con Matera2019, si è dimostrato in quali modi la cultura possa contribuire a fare da collante per tenere unite comunità complesse, in cui le individualità e la diversità di sguardi che le compongono si incontrano, si contaminano e dialogano nell’esperienza culturale. In questo spirito, sono nati progetti come Movimento Libero, Silent City, Matera Città Aperta, Teatro nelle carceri, o il primo Pride cittadino, che hanno posto al centro della creazione culturale la valorizzazione delle diversità individuali.

    Quello di Matera2019 non è stato un approccio meramente retorico sulll’inclusività, da relegare in una categoria di eventi dedicata, “altra” rispetto al programma principale.

    Si può invece affermare che l’attenzione al coinvolgimento attivo delle comunità ai margini dei processi culturali, o addirittura a rischio di esclusione, è stato un filo rosso che ha tenuto assieme eventi parte dei progetti più disparati: dai giardini di comunità di Gardentopia, alle coreografie e workshop di Virgilio Sieni durante il progetto pilastro IDEA, ai laboratori di autocostruzione delle luci del progetto Lumen.

    “Desideriamo che il pubblico si affidi allo sguardo delle comunità che l'hanno creata con noi e possa dire: "Sí, questa storia è anche mia"”
    Alessandra Maltempo, direzione artistica di Silent City

    Silent City: l’opera lirica della comunità, per la comunità

    Come avvicinare le persone a un’opera lirica, considerato un genere aulico ed elitario? E può un’opera lirica, nell’immaginario comune fruita principalmente tramite la vista e l’udito, essere accessibile a persone sorde o cieche?

    Da queste sfide e dalla necessità di abbattere questi stereotipi è partito il lavoro della compagnia teatrale L’Albero, in coproduzione con la Fondazione Matera-Basilicata 2019, che ha portato alla realizzazione di Silent City: un’opera lirica della comunità. Lo sviluppo dell’opera pone al centro il bisogno di dar voce alle storie delle “generazioni silenti” della città, anziani e bambini, attivando un processo dal basso per la creazione di tutte le componenti dell’opera, dalla raccolta delle storie locali, alla drammaturgia, alla musica, al libretto, alle scene, e ai costumi. Ed è sul concetto di silenzio che riflette l’opera; sul suo significato per Matera e per i Sassi, un tempo chiassosi e poi messi a tacere con il trasferimento forzato degli abitanti negli anni Cinquanta; e sulla sua ambivalenza, evocativa di vuoto, ma anche di potenziale da immaginare.

    La grande innovazione rappresentata da Silent City non risiede però solo nelle modalità di co-creazione, ma anche in quelle di progettazione e di fruizione, per le quali Matera 2019 ha voluto porsi come campo di sperimentazione di best practices replicabili.

    Il team di Open Design School ha lavorato all'allestimento per Silent City, curando tutti i dettagli affinchè lo spettacolo risultasse davvero fruibile da un pubblico diverso, superando il concetto di accessibilità inteso come mera risposta alle esigenze normative. In questo spirito, lo spazio è stato reso idoneo anche a un pubblico anziano, con difficoltà motorie; sono state progettate gradinate in legno che trasmettessero le vibrazioni, per fare sperimentare la performance con tutto il corpo la performance; sono stati invitati interpreti della Lingua dei Segni a narrare lo spettacolo, che poteva anche essere seguito tramite audiodescrizioni fruibili attraverso cuffie o con un libretto in braille. È stata inoltre offerta la possibilità, prima dello spettacolo, di esplorare il palco e il dietro le quinte attraverso tutti i sensi, per incentivare una comprensione dell’opera davvero accessibile.

    Danze per tutt*: Movimento libero, Ka Art e le azioni di Virgilio Sieni

    All’interno di Matera2019 sono stati diversi i percorsi attivati dedicati all’esplorazione del rapporto tra danza e disabilità fisiche. L’esperienza più significativa in questi termini è probabilmente quella rappresentata da Movimento libero, co-sviluppato con il British Council e culminato nel laboratorio di danza inclusiva e nella performance di StopGap Dance Company.

    Una prima fase del progetto Movimento Libero, coordinata dal team dell’Open Design School e inaugurata con il workshop di DisOrdinary Architecture Project, ha avviato la riflessione progettuale su cosa voglia dire, in termini di scelta e allestimento dello spazio, accogliere spettacoli di danza e spettacolo inclusivi. A guidare il lavoro dell’Open Design School è stata l’idea che il design di luoghi accessibili non debba limitarsi alla creazione di un’infrastruttura aggiuntiva, come una rampa o un gabinetto speciale, per rispondere a bisogni specifici, ma debba invece partire dal progettare luoghi che rispondano alle diversità dei corpi di ognuno: uno spazio è accessibile solo se può essere fruito agevolmente da persone con corpi disabili, ma anche da anziani con il bastone, bambini, persone alte, persone basse. Con questo principio cardine, il luogo che ha ospitato la performance di Movimento libero è stato prima misurato attraverso corpi diversi e “disabilità indotte”, come una benda sugli occhi, e arricchito da una segnaletica inclusiva che potesse essere chiaramente compresa da persone con disabilità fisiche o cognitive e anche dai bambini.

    La fase di riflessione e progettazione di Movimento Libero è poi culminata nel laboratorio di danza inclusiva e nella performance di StopGap Dance Company La compagnia di danza inglese, che si distingue per il suo approccio e per l’integrazione di persone disabili e non disabili nel cast, ha coinvolto i cittadini di Matera in 5 giornate in cui la danza ha rappresentato uno strumento per valorizzare le diverse abilità e favorire coesione sociale all’interno della comunità, attraverso il riconoscimento della disabilità come catalizzatore di innovativi processi creativi e di espressione artistica.

    “La differenza è il nostro strumento e metodo”
    StopGap Dance Company

    L’esperienza di Movimento Libero non è stata l’unica centrata sul ruolo della danza come mezzo di emancipazione espressiva e come motore creativo. Riflessioni simili si ritrovano anche nel progetto Ka art. Per una cartografia corale della Basilicata che, con le performance e i laboratori del coreografo Jérôme Bel, ha portato sul palco ballerini amatoriali, persone comuni, bambini, anziani, persone con disabilità fisiche o mentali, per mettere al centro della scena il desiderio di esprimersi liberamente, piuttosto che la perfezione tecnica.

    Sebbene in modalità e in un contesto ben diverso, l’attenzione alla riscoperta del corpo, della tattilità e del movimento come mezzo di espressione accessibile a chiunque è stata parte anche delle attività proposte dal coreografo Virgilio Sieni durante I-DEA.

    La scoperta oltre gli stereotipi: Silent Academy e il coinvolgimento delle comunità arbëresche

    Il progetto Silent Academy coprodotto dall’associazione il Sicomoro e Fondazione Matera Basilicata 2019 ha portato per le vie delle città lucane le storie e le voci migranti che in questa terra hanno trovato ospitalità. La Silent Academy ha attivato dei laboratori aperti alla cittadinanza in cui i migranti, nel ruolo di maestri artigiani, hanno potuto valorizzare i loro talenti, spesso frutto di passioni e competenze acquisite nel territorio d’origine, e poi trascurate con l’arrivo in Italia.

    Il frutto di questo lavoro manuale ha animato lo scenario cittadino attraverso installazioni, mostre e performance in cui la cultura locale si è mescolata con la cultura “altra”. Durante la Festa della Madonna della Bruna, patrona di Matera, il nigeriano Kingsley Ogbebor ha costruito le statue di cartapesta per il carro che ha sostenuto l’icona. Dal laboratorio di sartoria della Silent Academy, lo stilista ivoriano Eloi Sessou e il sarto Ibrahim Savane hanno invece coordinato un’opera collettiva realizzata da sarti migranti e locali ispirata all’icona materana della Madonna del Gonfalone, in cui una coperta isotermica è diventata il simbolo di protezione tradizionalmente rappresentato dal manto della Vergine.

    Se Silent Academy è stata dedicata ai nuovi migranti, altri eventi di Matera 2019, in particolare quelli legati a Capitale per un Giorno, hanno riguardato il coinvolgimento di un’antica comunità migrante, la Comunità Arbëreschë, che affonda le sue radici nel ‘400, nella fuga dei popoli albanesi dai Balcani e dalle mire espansionistiche dell’Impero ottomano.

    Delle 50 comunità albanesi riconosciute in Italia, 5 sono quelle in Basilicata, che ospitano quasi 9.000 persone, tra i comuni di San Paolo Albanese, San Costantino Albanese, Barile, Ginestra e Maschito. La Comunità Arbëreschë è entrata nel programma di Matera 2019 soprattutto per la sua danza e la sua musica, per esempio nel Festival Open Sound; per i “pasti di vicinato” condivisi tra locali, visitatori e artisti; e per la scoperta di antichi saperi, come i laboratori per la costruzione dei Nusazit, caratteristici pupazzi in cartapesta. Oltre agli eventi in sé, il rapportarsi con la cultura Arbëreschë ha rappresentato un momento di riflessione più ampio sui temi della migrazione e del rapporto tra modernizzazione e patrimonio naturale, per esempio attraverso la mostra _Ripetizione Spaziata_ all’interno del progetto IDEA o con le performance e i laboratori teatrali attivati col progetto La bella vergogna.

    Nella mappa qui sotto, puoi scoprire di più sugli eventi di Matera 2019 che si sono svolti nei 5 comuni lucani della Comunità Arbëreschë.

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    Quello che può essere osservato dal programma culturale di Matera2019 è che è possibile intendere l’accesso alla cultura ragionando oltre le logiche binarie di “normale”/“altro”, che vedonon nelle diverse abilità solo un problema da risolvere.

    La lezione di Matera2019, per la quale si configura come serie di best practice per il futuro, è che, ponendo la diversità di tutt* e di ciascun* al centro della progettazione, si attiva un processo che genera prodotti culturali radicalmente innovativi, che arricchiscono la comunità intera.

    Open data corner

    I dati, protagonisti della piattaforma, vengono ora rilasciati in formato aperto. Si trasformano in un bene comune digitale in grado non solo di informare, ma anche di ispirare e supportare nuove pratiche informative e progettuali a supporto della comunità lucana, italiana e internazionale.

    In questa sezione è possibile accedere sia ai dati aggregati che a quelli non elaborati presentati nella pagina. Per una panoramica su tutti i dati della piattaforma, visita la sezione Open Data, oppure segui il nostro spazio GitHub.

    Dataset
    Aggiornamento
    Elementi
    Descrizione
    Dimensione
    eventi.csv
    10.12.2020
    2508
    Dati dettagliati sui 1228 eventi del programma ufficiale di Matera 2019.
    4,09 MB
    viz_progetti.csv
    10.12.2020
    192
    Dati aggregati per la visualizzazione sull’inclusività dei progetti di Matera 2019.
    7,26 kB
    viz_silent_city.csv
    15.12.2020
    16
    Dati aggregati per la visualizzazione sulla comunità attivata dal progetto Silent City.
    845 B
    viz_arbereshe.csv
    10.12.2020
    16
    Dati aggregati per la visualizzazione sugli eventi di Matera 2019 nei comuni della Comunità Arbëreshë.
    3,86 kB
    Matera open data